Il lunedì è innocente: il colpevole sei tu

Ore 6:55. La sveglia urla per la terza volta.
Il dito cerca il tasto snooze con la disperazione di chi sa già che non servirà a niente. Fuori, un autobus parte, la moka tossisce, e tu pensi:

Non ce la posso fare, un classico.

Garfield ha parlato per tutti noi, dal 1978.

Hai già deciso che è colpa del lunedì, vero?
Garfield lo odia, i meme lo deridono, i gruppi WhatsApp lo temono.
Ma la verità è semplice e spiacevole:
il lunedì non ti ha fatto niente.
È solo un numero in un sistema inventato. È un giorno, come gli altri, ma con più astio proiettato addosso.
Il problema sei tu.

La grande truffa del lunedì

Non è sempre stato l’inizio della settimana, lo sai?
Nell’antica Roma si partiva di sabato. I giapponesi seguivano la luna.
L’idea che il lunedì segni “l’inizio” è solo un’abitudine da fabbrica: benvenut* nel calendario dell’ansia.

Lo abbiamo eletto come confine tra la libertà e la gabbia.
E poi ci siamo messi a odiarlo. Geniale.

Chi ha dato il potere al lunedì? Noi.

David Foster Wallace diceva che la vera libertà è scegliere a cosa dare attenzione.
Noi, invece, abbiamo regalato attenzione al lunedì come si regalano chiavi a un ladro.
E ora ci lamentiamo perché ci ruba l’umore.

Il lunedì non comanda. Tu ti sfrutti da solo.

Byung-Chul Han direbbe che non è più il capo a imporci i ritmi.
Siamo noi che ci frustiamo con le nostre to-do list.
Il lunedì è solo lo specchio: ci riflette mentre ci auto-schiacciamo tra inbox, call inutili e “priorità urgenti” che non lo sono.

Il lunedì non è il problema.
Il problema è che tu ti sei trasformato in una sveglia ambulante con accesso a Slack.

Odi il lunedì? Complimenti, stai odiando 600 settimane della tua vita.

Oliver Burkeman fa due conti e ci dice:
Hai circa 4.000 settimane di vita.
Se odi il lunedì, stai buttando via una su sette.

Sono 571 settimane di odio per un concetto.
È come ordinare una torta e buttare via sempre la prima fetta perché “è lunedì”. Bravo.

E per peggiorare le cose, questo odio è diventato intrattenimento.
Gif, meme, gatti esausti.
Una specie di religione laica dove la bestemmia è “non odi il lunedì abbastanza”.

Grumpy Cat. Patrono del dolore ricorrente del lunedì.

Il lunedì è un meme. E tu ci sei finito dentro.

Garfield. Le Bangles. Il #MondayBlues.
Ogni lunedì è un cliché con hashtag.
Hai trasformato un giorno in un personaggio.
Uno che odi, ma continui a taggare.
(Questo si chiama “relazione tossica”, FYI)

Ma anche se lo cancellassimo dal calendario, troveresti un altro colpevole:
Martedì, probabilmente.
Perché il problema non è il lunedì.
È che non sai più vivere senza essere performante.

Ma esiste chi ama il lunedì. E non sono dei robot.

C’è una minoranza — fastidiosa, ma reale — che il lunedì lo apprezza.

  • I maniaci dell’agenda lo vedono come un nuovo inizio.
  • Gli sportivi ripartono con l’allenamento.
  • Gli studenti riscoprono la città che si sveglia.
  • I manager… vabbè, lasciamo stare i manager.

Non sono pazzi.
Hanno solo capito che il lunedì è vuoto.
Siamo noi che lo riempiamo di noia, ansia e caffè bruciato.

Come si esce dal tunnel

Non serve fingere che il lunedì sia il tuo “giorno preferito”.
Serve solo smettere di dargli questo potere cosmico.

Tu, ogni lunedì, mentre leggi articoli su come essere più produttivo senza muovere un dito.

Ecco un piano non ridicolo:

  • Rituali gentili: caffè vero, non quello da ufficio. Qualcosa di tuo prima delle mail.
  • Redistribuzione del trauma: smetti di concentrare tutta la fatica nel lunedì mattina. Il mercoledì può soffrire un po’ anche lui.
  • Silenziare l’odio di gruppo: se tutti si lamentano, non vuol dire che abbiano ragione. Magari hanno solo sonno.

Seneca, che non aveva Slack, diceva:

“Non è poco il tempo che abbiamo, è molto quello che sprechiamo.”

Ecco: smettila di sprecarlo insultando un concetto astratto.

Il lunedì è un pretesto. Tu sei il problema.

Il lunedì non è cattivo.
È un’icona. Un simbolo. Un meme tossico.
Siamo noi che gli abbiamo costruito l’altare e poi ci siamo inginocchiati davanti.

Il vero gesto rivoluzionario?
Guardarlo in faccia e dire:

“Tu non comandi niente.”

E poi vivere anche il lunedì come se la tua esistenza fosse più della tua casella email.

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